Articoli tratti da altri siti - PLO H/L

Dan Deppen è un giocatore professionista di poker che ha iniziato a dedicarsi al Pot Limit Omaha Hi/Lo nel 2007: il suo libro, "Pot Limit Omaha 8 Revealed", si rivolge a tutti quei giocatori che vogliano iniziare ad approcciarsi con il piede giusto a questa complessa variante.

L'autore è un istruttore ed un regular del NL400 6max, ed è quindi naturale che si rivolga principalmente a giocatori di cash game: Dan tuttavia non manca di dedicare un capitolo anche ai sit&go ed ai tornei.

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Il sistema Hutchison è utile per i neofiti di Omaha Hi/Low Una delle maggiori difficoltà per i neofiti dell’Omaha hi/low, sia che si affaccino alla variante fixed limit o pot limit, consiste nel valutare correttamente la forza delle starting hands che si trovano a giocare.

Vi sono alcuni sistemi che hanno cercato di quantificare la forza di ogni possibile starting hands dell’Omaha hi/low, assegnando un punteggio a ciascuna sulla base di alcuni parametri: il più celebre fra questi è senza dubbio il sistema Hutchison.

Partendo dal presupposto che si giochi in un tavolo da dieci giocatori, l'idea è quella di identificare quelle mani che abbiano un’aspettativa di vincita preflop di almeno il 50% superiore alla media.

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AA23 Non sono un grande esperto dell’ Omaha Hi/Lo, forse per questo mi risulta facile mettermi nei panni dei tanti principianti che vedo affrontare questa variante, trattandola spesso in maniera un poco superficiale.

Uno dei principali problemi per chi si appresta a giocare questa variante, è avere una buona idea sulle mani di partenza con cui affrontare gli avversari, tenendo conto della possibilità aggiunta di poter giocare sia per il piatto Hi, che per quello Low.

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John CernutoAnche se il Pot-Limit Omaha Hi/Lo viene spesso considerato un gioco "post-flop", i giocatori da torneo vincenti sanno che è importante contro-rilanciare sul rilancio degli avversari prima del flop, specialmente quando i bui e le ante crescono.

Questo perché, mettendo pressione preflop ai giocatori deboli, possiamo creare una situazione favorevole al flop e, a volte, riuscire anche a rubare i bui e le ante incontrando poca resistenza. Tenendo presente questa premessa, la prossima domanda è: quanto spesso bisogna "re-raisare"? La mia risposta è: più spesso possibile senza che questo ti faccia diventare short stack.

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In un periodo in cui vanno forte i giochi “mixed”, cerchiamo di dare un'occhiata al principe di questi giochi, che ne raccoglie cinque in uno. Parliamo naturalmente dell'H.O.R.S.E., focalizzandoci oggi su un concetto fondamentale, senza assimilare il quale non è possibile diventare giocatori di successo nell'H.O.R.S.E. Ci riferiamo allo “scoop”. Fare “scoop” significa avere una mano che si rivela buona sia per vincere l'high, sia per il low., nei cosiddetti split games. Sono infatti due le specialità dell'H.O.R.S.E. Che prevedono lo split, ovvero lo Stud Hi/Lo e l'Omaha Hi/Lo. Entrambi questi giochi richiedono che, per qualificarsi per concorrere al punto low, bisogna avere almeno cinque carte differenti dall'8 in giù.

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Chip JettSono assolutamente convinto del fatto che non si giochi mai abbastanza chiusi nell'Omaha Hi/Lo, specialmente nei tavoli cash. Sono il primo ad ammettere che non e' molto divertente giocare in modo così "tight" ma, se hai pazienza, l'Omaha Hi/Lo è un'ottima variante del poker per guadagnare.

Ecco un esempio sul mio modo di giocare tight in Omaha Hi/Lo: se gioco l'H.O.R.S.E. e mi vengono servite le carte per 10 mani nell' Omaha Hi/Lo prima di passare alla variante seguente, ci sono buone probabilità che non giocherò neanche una mano. In media giocherò una mano per ogni giro. È una strategia di gioco molto chiusa ma vincente, considerando che in un gioco come l'Omaha Hi/Lo diversi players non capiscono il vero valore delle loro mani e di conseguenza commettono diversi errori.

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AA23La cosa più importante a cui dovete pensare per approcciarvi correttamente a questa variante riguarda la selezione di mani con cui giocare. Il Pot Limit Omaha H/L è infatti un gioco in cui ciascun player dispone di quattro carte personali, di cui – come in tutte le varianti di Omaha – è obbligato ad usarne due, quelle che naturalmente formano il punto migliore.

Tuttavia si tratta di un gioco in cui il piatto viene diviso: metà piatto viene destinato al giocatore che mostra il punto più alto, mentre l’altra metà va al giocatore che mostra la combinazione di cinque carte più bassa, combinazione come detto data da due carte personali più tre presenti sul board. Va da sé che la combinazione più bassa è quella formata da A-2-3-4-5, che vale sia come nut low (definito wheel) che come scala al cinque, una combinazione che quindi è in grado di vincere entrambe le metà del piatto. Un punto è eleggibile come low nel momento in cui è formato da carte non accoppiate comprese dall’A all’8 incluso: il fatto che possano eventualmente essere in scala o a colore le rende comunque valide.

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