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Aron Tunzi risiede in Svizzera. E' cresciuto in Ticino, la parte italiana della Svizzera, e attualmente lavora a Zurigo nel settore informatico. Giocatori preferiti: Patrik Antonius, Sam Farha, Gus Hansen, Dario Minieri. Aron è l’ideatore del progetto Omaha-World.com. |
Giocare sit&go di Pot Limit Omaha richiede tutta una serie di aggiustamenti strategici, rispetto a quanto non avvenga nel No Limit Hold’em.
Nonostante le implicazioni di ICM siano rilevanti anche in questa variante, il fatto che ad esempio preflop ciascuna mano abbia un' equity che non è mai superiore al 65% rispetto ad un’altra, o che non sia possibile andare direttamente all-in quando il proprio stack raggiunge una certa soglia fa sì che siano necessari degli accorgimenti in termini di strategia.
Generalmente, rispetto ad una partita di cash game l’edge sarà ridotto e la varianza superiore, quindi solitamente l’obiettivo è quello di evitare di essere coinvolti in grossi piatti nel momento in cui non si abbia un’equity davvero favorevole.
Per queste ragioni, ricordando che il Pot Limit Omaha ancora più del No Limit Hold’em è un gioco di posizione, è consigliabile cercare di contenere le dimensioni dei piatti, limpando da early position e rilanciando da late.
A livello di selezione di mani preflop, se carte come
o
**
sono ottime, bisogna stare attenti a mani come
o
, specialmente se giocate fuori posizione.
Come sempre, post flop l’obiettivo è sempre quello di avere dei draw nuts e di hittare bene il board: in piatti multi-way se a terra c’è un progetto di scala o colore è probabile che qualcuno lo abbia chiuso, quindi dovrete muovervi con cautela.

Anche nel Pot Limit Omaha, quindi, arrivare chipleader in zona bolla è un vantaggio enorme, così come anche in questa variante si gioca per vincere e non per piazzarsi semplicemente a premio: in heads-up, infine, molto dipenderà dal rapporto fra gli stack in gioco e dalla vostra capacità di manipolarli a seconda delle circostanze.







