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Aron Tunzi risiede in Svizzera. E' cresciuto in Ticino, la parte italiana della Svizzera, e attualmente lavora a Zurigo nel settore informatico.
Durante un corso di ripetizione militare nel autunno 2007 viene contagiato dalla passione per il poker. Da prima comincia come la maggior parte dei giocatori con il No Limit Texas Hold'em. Solo più tardi per pura curiosità comincia ad avvicinarsi alle altre varianti del gioco divertendosi ai tavoli di Pot Limit Omaha Hi, Pot Limit Omaha Hi/Lo e razz.

L'acquisizione delle conoscenze pokeristiche di Aron derivano soprattutto dalla lettura di libri specializzati, articoli pubblicati un po' ovunque sul web, esperienza on-line e live e dalle tante analisi fatte con amici di mani vinte e perse. Come ulteriore possibilità di miglioramento trova che la partecipazione ad una comunità e ad un forum sia necessaria. Questo non per farsi "pubblicità" e fare conoscere la sua identità ma quanto per vedere e capire le diverse psicologie di gioco dei vari giocatori.

Aron ritiene che: "La lettura dell'avversario è la cosa più importante assieme ad una giusta selezione delle carte iniziali e ad un proprio stile di gioco adattato alle proprie caratteristiche. Non si può chiedere ad un giocatore tight di diventare aggressivo e tentare un bluff quando l'avversario è pieno" sperando che con questa mossa diventi un campione."

Giocatori preferiti: Patrik Antonius, Sam Farha, Gus Hansen, Dario Minieri.

Aron  è l’ideatore del progetto Omaha-World.com.



Chi sono?
Quanto può risultare efficace l’uso della donkbet nel cash game di Pot Limit Omaha? Scopriamolo insieme all’utente Jabornator del forum americano di TwoPlusTwo.

“Innanzitutto, donkbettare (o leadare) significa puntare da fuori posizione contro chi ha aggredito sulla street precedente. Nella maggior parte dei casi, si esce puntando contro chi ha rilanciato pre-flop dopo aver flattato la sua apertura, ad esempio dai bui. In questo mio intervento andrò ad analizzare principalmente le situazioni al flop, in modo che il testo non diventi troppo lungo.

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Molti giocatori che affrontano il Pot Limit Omaha, avendo una formazione basata sul No Limit Hold'em, faticano a capire la reale forza della propria mano e la pericolosità di certe situazioni di gioco: in questo articolo, ci concentreremo su come gestire un punto apparentemente molto forte come una scala floppata, e su come evitare il pericolo di subire un "freeroll". Ammettiamo per esempio che vi troviate in un piatto heads-up, abbiate in mano fa pk f7 c8 ed il flop sia cq qj c0. Potrebbe capitarvi, più spesso di quanto possiate pensare, di trovarvi di fronte un avversario che abbia una mano come ca ck fq pq o anche pa fk pj p0. La vostra posizione, in casi come questi, è tutt'altro che invidiabile.

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Dopo aver trattato il gioco al flop, continuiamo con la traduzione della guida al Pot Limit Omaha - realizzata dall’utente NOFX_PUNK - affrontando l’azione al turn e river.

"Sulla quarta community card, arriva di solito il momento di prendere le decisioni più imporanti: è il caso di puntare ancora? Devo controrilanciare per i massimi? E’ meglio foldare oppure callare?

Domande del genere non trovano risposte univoche poiché entrano in campo molteplici fattori che non è possibile specificare in questa semplice guida. Tuttavia, proverò ugualmente a darvi qualche indicazione di carattere più generale.

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Ancora dalla guida al Pot Limit Omaha realizzata da NOFX_PUNK, concludiamo quest’oggi la trattazione del gioco sul flop con i consigli su come gestire i progetti di scala.

“Nel Pot Limit Omaha, flopperete diversi tipi di straight draw, ma quelli che in realtà vorrete beccare sono i cosiddetti wrap, ossia i progetti di scala “lunghi” resi possibili dal fatto che le vostre quattro hole card si combinano con due carte del board in modo da formare una sequenza di almeno cinque carte a scala. Ecco alcuni esempi per meglio capire di cosa stiamo parlando:

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Per il gioco al flop nel Pot Limit Omaha, scopriamo cosa ci consiglia NOFX_PUNK - nella sua guida strategica - partendo dai consigli di base e proseguendo con i tipi di punteggi ottenibili sulle prime tre community card.

“A seconda che siate stati voi od un altro a rilanciare pre-flop, ciò farà parecchia differenza sul come giocare una mano al flop. Se avete open-raisato e il piatto è short-handed, di base considerate l’idea di uscire puntando anche se la vostra starting hand non è migliorata.

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